CHI SONO?

Mi chiamo Fabrizio ed abito in provincia di Ancona. Se volete sapere altro date un'occhiata al mio profilo o rivolgetevi al SISMI. Fatta eccezione per alcune immagini ed i testi di canzoni, il resto dei contenuti è opera mia, poesie comprese. Ho scoperto che alcune di queste sono state riportate su altri blog e siti web, la qual cosa mi fa molto piacere. Vi prego solamente di indicare la fonte ed il mio nick quando lo fate, grazie :)

CREDITS

MUSIC CORNER

Aggrappato alle nuvole

lunedì, gennaio 26, 2015

[FRASE DEL GIORNO: Il vantaggio delle emozioni è che ci traviano - Oscar Wilde ] 
[BGM: Ludovico Einaudi - Nuvole Bianche ]

Spero che questo angolo di internet, queste pagine, durino il più a lungo possibile.
E' vero che ormai vengo molto di rado, e scrivo ancora meno, però è un frammento di un periodo che non voglio dimenticare.
Una scheggia di vita lanciata nella rete, che ha toccato molte persone...
Ha commosso, ha fatto ridere, mi ha fatto conoscere gente...
Mi ha emozionato, e le emozioni non andrebbero mai lasciate. Tendono ad andarsene lentamente, come nuvole al vento, ma farle scappare senza cercare di trattenerle il più possibile dovrebbe essere considerato un crimine contro sé stessi.
E questa notte, alcune di quelle emozioni sono ancora qui.
Bello.



posted by Rendal at 02:03

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Psicostasia personale

mercoledì, luglio 24, 2013

"Can't bee your motion
Can't bee that frozen
Can't bee those limbs you miss, or everything
Can't bee the apocalypse, one or the other
Can't live your life for you and for me

Can't even bee your final pollution
I wish I was the heartbeat of your destruction"



posted by Rendal at 21:29

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E.D.E. (Effetto Doppler Emotivo)

martedì, luglio 16, 2013


[BGM: Left Hand Solution - Illusion ]


Ho passato gli ultimi anni a correre.
Frenesia stressante, tempo impazzito, un continuo rincorrere le risposte a tutte le domande che ti vengono poste. Solo che la vita gioca con te, e le domande che ti cadono intorno sono sempre più numerose delle risposte che riesci a raggiungere. E allora provi a correre più veloce, "questa volta le faccio tutte", pensi, "poi finalmente potrò sedermi".
Così acceleri, e mentre tu continui a correre tutto quello che attraversi, il tuo mondo, diventa sfocato, confuso, come il panorama dal finestrino di un treno.
Eppure non te ne rendi conto, perché sei convinto di conoscere bene quello che ti circonda, d'altronde è la tua solita vita, la tua solita realtà. Corri, e quella sagoma che hai appena intravisto con la coda dell'occhio non ti lascia dubbi, non solleva domande.

Si lo so, è il palo della luce del piazzale.
Si lo so, è quel palazzo nuovo tutto blu e verde.
Si lo so, è l'insegna del supermercato.

Finché un bel giorno l'ingranaggio nel quale sei finito si inceppa, qualcosa blocca la ruota all'interno della quale stai girando come un criceto impazzito, e ti ritrovi fermo, per la prima volta da chissà quanto tempo. Ed è lì che capisci che la tua vita, la tua realtà, non è affatto come la ricordavi e come pensavi che fosse.
Niente e rimasto com'era quando hai iniziato a correre, eri semplicemente troppo occupato e distratto per accorgertene, e le etichette che hai continuato a mettere su quelle sagome che ti sfrecciavano accanto sono tutte sbagliate.

Il palo della luce è di un altro colore, l'hanno cambiato.
Il blu di quel palazzo è scolorito, non è più nuovo da anni.
Il supermercato è di un'altra catena, l'insegna è completamente diversa, non vedi?

Ecco.
Adesso dimentica tutti gli esempi che ho fatto legati all'ambiente esterno ed alle immagini.
Perché quello che capisci sul serio quando finalmente interrompi il tuo correre frenetico è che la distorsione di quello che hai intorno non è niente in confronto a quella che hai dentro.
Lì non ci sono sagome, e rumori, e colori a ricordarti vagamente l'ambiente...
O ti fermi a guardare, o scoprirai che quelle emozioni che davi per scontate sono diventate abissalmente diverse da come le ricordi, e tu sei stato il complice silenzioso di un cambiamento non voluto.

Questo ho pensato stasera, riflettendo su questo blog e su altre situazioni...
E se anche tutto questo fosse una gigantesca fesseria, beh... ho comunque imparato che kürbisse in tedesco vuol dire zucca.

posted by Rendal at 03:18

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Quando la pioggia ruba la luna

domenica, luglio 14, 2013



[FRASE DEL GIORNO: Se vuoi vedere l’arcobaleno, devi sopportare la pioggia. ] 
[BGM: Dark Tranquillity - Auctioned ]

Fino a pochi giorni fa pensavo che questo blog sarebbe rimasto intoccato a lungo, forse per sempre, come un testimone immobile e silenzioso, fuori dal suo tempo. Poi è successo qualcosa. No, non propriamente qualcosa... Meglio essere precisi: è successo qualcuno.
E dentro, da qualche parte, si è risvegliata quella parte di me che fino a qualche anno fa si specchiava quotidianamente in queste pagine.
Una parte che non era sparita, ma era stata segregata in un angolino, schiacciata dal mare crescente della quotidianità.
Una parte che ha smesso di gridare per diventare più discreta, pacata.
Una parte che adoro, ed è strano realizzare in questo modo che hai fatto qualcosa che non avresti voluto fare, e senza quasi rendertene conto...

E' strano realizzare che sei mancato a te stesso.

Grazie Luna.


"Life became too solid
Diluted by the essence of denial
Caught in fire's eye
The self and filter that is I
My lip was venom
Words formed in my mouth
Hid beneath the tongue
Never to be seen"



posted by Rendal at 02:32

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Inciso di dicembre

martedì, dicembre 18, 2012


L'amore non trionfa mai. Il vero amore è quello non corrisposto: nasce, vive e finisce da amore, sempre. Ogni altro amore viene prima contaminato, poi distorto, poi spento.  

posted by Rendal at 01:34

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Castello di pensieri di carta

mercoledì, novembre 04, 2009


Inverno, inverno... e si torna ad impilare il mio castello di pensieri di carta.
Mesi passati a correre, a fare, a dire, ad organizzare.
Sempre più cose da fare, sempre meno tempo.
Sempre più responsabilità, sempre meno attenuanti.
Suona la sveglia e comincio a correre, neanche fossi quello stronzo di leone in Africa.
Ed è da un mese ormai che porto un orologio al polso.
Io.
Un orologio al polso.
Altrimenti come lo rincorri il tempo, se non sai quanto sei rimasto indietro?
E la cosa più difficile mentre balli questa danza frenetica è capire, in ogni preciso momento, dove finisce quello che fai e dove comincia quello che sei.

Se ci sei.

posted by Rendal at 01:12

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Iceland for Dummies

martedì, agosto 25, 2009

Le foto bastano a togliere il fiato, figuratevi dal vivo...
Eppoi DEVO entrare in quella chiesa.


posted by Rendal at 20:45

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Sitting Duck

sabato, aprile 18, 2009

[BGM: Metallica - Harvester of Sorrow ]


Memorie cadute dalle tasche, qua e là, distrattamente.
Pensieri come quadri appesi storti alle pareti.
Li raddrizzo annoiato, noncurante, mentre passeggio in questa nebbia densa che è la mia paralisi sentimentale, e nel farlo realizzo che sto seriamente cominciando a stancarmi di questa situazione.
Eppure la serata era iniziata perfettamente... la mente riavvolta a qualche anno fa, fermo-immagine sulle scene più belle e dita sul pianoforte: il mio cocktail preferito, zucchero e veleno.
Ed invece di lì a breve sono passato alla batteria, sputando rabbiosamente a terra cocktail e ricordi insieme.

Non avevano sapore.

Ulteriore conferma (per chi ancora non lo sapesse) che in amore preferisco addirittura lo star male all'assenza di ogni dolore.
Trovo masochisticamente che sia una sofferenza più dolce della stasi.
Tutto questo per dire semplicemente che al momento sono più incline del solito a ricercare la quinta regina di cuori. E visto il genere di ragazze che mi sono scelto in passato, quanto appena espresso significa che sono pronto a fare di nuovo da bersaglio mobile per l'ipotetica fanciulla che saprà farmi provare qualcosa.

Sono persino disposto a pagarlo io, il proiettile.

Basta che lei non dimentichi la pistola.

posted by Rendal at 05:07

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Bang!

martedì, marzo 31, 2009

[FRASE DEL GIORNO: Meglio agitarsi nel dubbio che risposare nell'errore – Alessandro Manzoni ]
[BGM: Mùm - Nightly Cares ]

Dopo ormai più di un anno di esperienza credo fortemente di poter formulare, senza timore di essere smentito, il seguente teorema:

La quantità di incertezze e dubbi che una donna sente, in ambito sentimentale, nei confronti di un uomo è inversamente proporzionale al numero di volte che lui è andato in palestra”.

E dopo questa triste presa di coscienza, devo anche sentirmi dire che adesso le tue intenzioni sono serie...
No, grazie.
Si è vero, mi sento molto gratificato, ma la risposta è comunque no.
Vendetta? No, nessuna vendetta. E' semplicemente che sono stato abituato ad altri standard da ragazze che non facevano certe distinzioni.
Meglio una danza con i loro scheletri, che la notte che tu mi offri.
E mi dispiace, ma sono costretto a rifiutare anche la cena.
Preferisco la mia solita dieta a base di amori scaduti.

posted by Rendal at 23:03

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Grave con brio

sabato, febbraio 28, 2009

[BGM: Nei Suoi Occhi ; Catene ]



Note mai partite, note mai arrivate.
Note cresciute, note consegnate.

Note a Roma, note ad Ancona.
Note prestate, note vendute.

Note a Bologna, per chi le conosce per nome.
Note perse sulla via di Fabriano, note inascoltate.

Note rubate, note sprecate.
Note mai nate.

Note, le ultime, per una ragazza.
Note a Venezia.

-

Nente più note prostitute, dall'ultima volta ogni nota resta per me.
Soltanto.
E la foto mi sembrava doverosa.

posted by Rendal at 23:15

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Non è malinconia

sabato, gennaio 31, 2009

[BGM: Groove Armada - Think Twice ]


Sono stato ripreso e corretto, ed è stata la prima cosa veramente bella del 2009: mi hanno detto che ho sempre parlato erroneamente di “malinconia” quando in realtà, leggendo tutto quello che ho scritto qui, è evidente che si tratta di "melanconia".
Non so voi, ma io lo considero un complimento fantastico :)

posted by Rendal at 21:57

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Satan Claus

giovedì, dicembre 25, 2008

[FRASE DEL GIORNO: Ogni abitudine rende la nostra mano più ingegnosa e meno agile il nostro ingegno - Friedrich Nietzsche]


Luci lontane e soffuse, nel vento gelido che grida dal cuore dell'inverno. Glaciale sinfonia, la perfetta colonna sonora di uno sguardo ferino e di un pensiero sferzante.
Inverno e malinconia, ipocrisie e sorrisi di plastica, baci ed abbracci meccanici: inizia il tango del natale, siete pregati di trasudare bontà e di non guardare mai direttamente verso la videocamera.
Che poi non è neanche questo il nodo, questo è soltanto un aspetto marginale che diventa valvola di sfogo. Ed è normale, quando si arriva alla feste in questo stato.
Cosa vorrei come regalo? Spegnere il mondo e riaccenderlo tra un paio di mesi.
Se la vera gioia è veramente dall'altra parte allora fatemi godere appieno di emozioni che non potrò più avere, come il mio dolcissimo cinismo.
E' nel pacco in fondo, quello con la carta nera ed il fiocco viola.

Auguri e figli maschi.

posted by Rendal at 12:17

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29+1

venerdì, novembre 07, 2008


Ancora in piedi, sempre avanti.

posted by Rendal at 02:09

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Mulini a vento

sabato, ottobre 18, 2008

[BGM: Stratovarius - Forever ]

Non ci sono parole, tutte perse, smarrite... O forse le ho già tutte usate.
Per descrivere, e descriverti, quel tanto di indefinibile che sfugge ad ogni forma coerente d'illustrazione.
Sei di nuovo tu, e questo è quanto. Questo può bastare, a noi due, per capire.
O forse no, forse sono rimasto il solo... Si, decisamente più probabile.
In questo caso è inutile combattere contro i mulini a vento, cercando di spiegare cosa si prova a baciare una melodia.

posted by Rendal at 23:44

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Tra le righe

lunedì, ottobre 13, 2008


Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.

Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.

Lui dalla madre andò e l'uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.

Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell'orrore,
voleva un'altra prova del suo cieco amore.

Gli disse ancor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse ancor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.

Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un pazzo da lei tornò.

Gli disse lei, ridendo forte,
tralalalalla tralallaleru
gli disse lei, ridendo forte:
l'ultima tua prova sarà la morte.

E mentre il sangue lento usciva,
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità fredda gioiva:
un uomo s'era ucciso per il suo amore.

Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.

Morir contento e innamorato
quando a lei nulla era restato,
non il suo amore non il suo bene,
ma solo il sangue secco delle sue vene.



[Fabrizio De Andrè - La Ballata dell'amore cieco]



Dedicata a chi la sente, ed ovviamente alla mia burattinaia preferita.

posted by Rendal at 02:32

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Presente!

martedì, settembre 23, 2008

[FRASE DEL GIORNO: L'uomo è dove è il suo cuore, non dove è il suo corpo - Gandhi ]
[BGM: Metallica - That was just your life ]

Rieccomi qui, con un messaggio veloce veloce, giusto per togliere un po' di polvere e ragnatele. Il blog mi ha visto molto poco in questi ultimi mesi, tutta colpa di un sorprendente e duraturo stato di tranquillità emotiva. E quando sono tranquillo scrivo molto raramente.
Un'estate così serena dal punto di vista sentimentale non la passavo da anni.
Una bella sorpresa, ma niente illusioni: l'inverno porta malinconia.
E speriamo che si sbrighi :)

posted by Rendal at 21:17

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Perle d'acqua

mercoledì, agosto 20, 2008

[BGM: Massive Attack - Dissolved Girl ]


18 agosto 2008

Nonostante il sole la notte non finisce,
e dove un tuo ricordo muore un altro nasce;
cara vecchia rosa che ferisce e non fiorisce,
respiro tra due baci che si arresta e dopo cresce.

-

Adora il suo divano nel salone degli opposti,
con il fuoco del camino ed i tuoi quadri alle pareti.
Polvere sull'oro dei trofei che ha conquistato,
in un angolo il mantello delle battaglie del passato.
Un inchino per il re di questa stanza solitaria,
dove il tempo non esiste ed i castelli stanno in aria,
dove sua maestà sorride, ricorda e poi cammina
intorno al trono vuoto dove sedeva la regina.
Fuori il popolo lo chiama a salutare il nuovo giorno,
e lui, prima di uscire, resta un po' a guardarsi intorno.
Guarda quelle foto, poi va incontro al nuovo impegno
lasciando il cuore in quella stanza: la più bella del suo regno.



Come perle d'acqua che schizzano dove il mare combatte lo scoglio, così i miei pensieri con te.



posted by Rendal at 07:33

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Replay: Un sogno di carta

mercoledì, luglio 30, 2008

Bei ricordi, sensazioni incantevoli.
Immagini che rendono l'aria più dolce.
Replay.


Finito, una piccola goccia caduta nel silenzio,
improvvisa figlia di una notte sofferta
ha rotto l’incanto del nostro sogno di carta.
Sette giorni e sette sere azzurre,
la tua voce ed i tuoi sorrisi allegri
diverranno un altro segno che porterò con me,
per non dimenticare mai che sono stato lì con te.
Malinconico respiro e battito di cuore,
testimoni spenti d’illusione e verità
che non so distinguere, e non potrò mai…
So solo che mi manchi… e che mi mancherai.


scritta il 21 gennaio 2006


posted by Rendal at 02:41

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Silenzio lento e profondo

mercoledì, luglio 16, 2008

Sto imparando ad amare il silenzio.
Il silenzio vero, quello raro, l'assenza assoluta di ogni suono.
Si perché, a conoscerlo bene, il silenzio ha vari spessori, decine di intercapedini e fessure dalle quali escono senza interruzione immagini e parole, e tra queste alcune risposte ai tuoi pensieri.
Basta fermarsi ad ascoltarlo per accorgersi che c'è silenzio e silenzio...
C'è il silenzio insostenibile, assordante, delle risposte che non vuoi sentire, quelle che cerchi di cancellare mescolandoti tra la gente, in locali di musica e vociare confuso.
C'è il silenzio calmo e leggero, quello che risuona di voci dimenticate e canzoni perdute, ed è un silenzio che si trasforma in una culla perfetta dove chiudere gli occhi.
C'è il silenzio puro, totale, quello dei pensieri confusi e mescolati in rapida successione, ed è un silenzio fragile, morbido e rilassante.
C'è il silenzio che guarisce, quello che arriva dopo parole irritanti e faticose, ed è come l'abbraccio di un'amante ritrovata.
C'è il silenzio che fa male, quello che cala su ferite appena aperte e dolori neonati, ed è un silenzio spaventoso e feroce, di pietra e ghiaccio.
C'è il silenzio di questa notte, lento e profondo, in cui mi sento immerso.
Un silenzio denso che abbraccia d'incanto il fruscio della matita sulla carta.

posted by Rendal at 03:49

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Notturno 16: Amore

venerdì, giugno 20, 2008

Continui.
Costante rumore di fondo e colore agli angoli dello sguardo.
Cantilena dal volume altalenante, e spesso silenzio, ma sempre qui.
Dietro le ombre, oltre gli specchi, solo raramente esci del tutto allo scoperto, e quando lo fai è sempre una sorpresa feroce, spiazzante.
Non capisco come possa riuscire a nasconderti così bene, eppure ci riesco. Arrivo alla certezza assoluta della tua assenza, in uno stato di beata e stagnante passività, ed in preda a questa convinzione ti piango, e ti rimpiango, e scrivo parole e canzoni.
E poi, in una notte qualunque, ogni artificio crolla. Pensieri, sentimenti e certezze di cartapesta: l'intera scenografia della mia scena viene giù come un castello di carte.
E dietro ci sei tu. Sullo sfondo bianco dietro le quinte, prima di tutto.
Sempre tu, e sempre lì.
Ed è come se ogni ferita si riaprisse sputando nuovamente tutto quanto il dolore.
Ed è come se riuscissi di nuovo a vedere il sole dopo anni di tenebre.
Sei entrambe le cose, Giudecca ed Empireo, e questo riscoprirti è ogni volta una sofferenza terribilmente più dolce dell'assenza di ogni dolore.
Perché solo tu ci riesci, a farmi sanguinare sangue di zucchero.
E se potessi scegliere, quello sarebbe il momento perfetto per chiudere gli occhi, spegnere tutti i sensi, lasciare che tutto quanto svanisca e restare sospeso in un eterno coma dove tu sei tutto quello che sento.
Ma è una scelta che non ho, perché due giorni sono bastati per ricostruire tutta la scenografia del mio teatrino, e non ti vedo già più. Ora c'è un strada immersa nella notte, ed una fila di lampioni gialli. Un cane abbaia in lontananza mentre affondo lo sguardo nel cielo nero.
So che sei ancora là dietro, oltre queste facciate di legno dipinto.
In piedi, immobile, che sorridi.
Aspettando che tutto crolli.

posted by Rendal at 03:38

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Epifania

mercoledì, giugno 18, 2008

Pericolo.

Stavo per scrivere "Ti amo" via sms ad una persona.

Ogni tanto svaniscono tutte le illusioni.




P.S: Grazie Sissy, ho risposto al tuo commento :)

posted by Rendal at 14:00

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Notturno 15: Estetismo

lunedì, maggio 26, 2008

[BGM: Death in June - Frost Flowers ]

Gioco le mie parole sul tavolo acerbo d'estate, in file ordinate e rettilinee dove la candela detta il confine col buio. Lettere nude, una ad una, perline dipinte da imboccare lungo il filo spinato dei pensieri, collane da due soldi. Le tengo al collo quando esco tra le ombre, nella processione di occhi lenti e passi frenetici, perché tutti guardano ma nessuno osserva.

Gioco con le forbici nel museo delle immagini, seguo le tue curve lungo i bordi per tagliarti fuori da fondali sbiaditi. Accosto i tuoi fotogrammi, sfumature di rosso in prevalenza, e terra di Siena bruciata, per cucirne gli estremi, irregolari di primi piani e profili. Di questo mi vesto, ancora tra le ombre, sempre nel ticchettio di passi anonimi e sguardi impersonali.

Gioco nel baule degli avanzi, strappo parole e gesti dalla polvere, e tutto il resto che riconosco e non sento. C'è ancora spazio ai polsi, per i dettagli minori, fatti delle chincaglierie che preferisco perché innumerevoli per diversità e colore. Ed è la firma all'angolo del quadro, quando abbandono ombre, passi e sguardi, per muovermi dove nessuno arriva.

Ed è là, che inizia il mio défilé.

posted by Rendal at 03:40

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Il visitatore misterioso

lunedì, maggio 19, 2008

[BGM: The White Stripes - Seven Nation Army ]

Mi rivolgo al misterioso visitatore che da un paio di giorni si sta spulciando tutto il blog, a partire dai primi post di marzo 2006: grazie, chiunque tu sia :)
Vedere qualcuno che passa un paio d'ore in un solo giorno sul mio blog mi fa molto piacere, credo sia perché ho la presunzione di pensare che quello che scrivo stia regalando un po' di piacere gratuito alla persona in questione :P
E visto che ormai sono qua a scrivere, un breve aggiornamento: stanotte ho sognato Giovanna. Un sogno bellissimo, ma tanto realistico quanto un film di Harry Potter. L'umore che ne consegue è il solito, quindi è inutile riscriverlo. Anzi, sapete che c'è? C'è che ora vado a dormire sforzandomi di sognare il seguito ^^

posted by Rendal at 01:10

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Chiara e limpida rabbia

lunedì, maggio 05, 2008

[BGM: Disturbed - Guarded ]

Le tue parole come punte di coltello.
Ogni sillaba, ogni lettera, arriva sotto, dentro, in una profondità che non so neanche io cosa sia.
E lì, oltre la materia, le tue parole riescono a ferire. Riescono a pungere, a far male.
Ancora, ed ancora, ed ancora...
Ed è un dolore che, in notti come questa, si trasforma in rabbia. Rabbia senza sfogo, rabbia senza verso né direzione perché sono io a far girare l'ago della bussola, e faccio sempre attenzione a tenerlo lontano da te.
Motivo per cui non scrivo il tuo nome.
Motivo per cui non scrivo questi tuoi messaggi.
Le parole pesano, e colpiscono, come pallottole.
E tu che sparavi alla cieca, senza un bersaglio, senza l'accuratezza d'impugnare la pistola solo dietro ad una certezza d'intenti. No, per carità, perché farlo?! Prendiamo e spariamo tutto quello che ci passa temporaneamente in corpo. Buttiamo maschere qua e là per nascondere una diversità d'intenti rispetto a ciò che traspare.
Complimenti, applausi.

Scrivo per sfogarmi, tanto qui sappiamo tutti che lo stronzo masochista sono io, che continuo a farmi pesare ogni cazzo di batticuore. E continuo ancora a credere che sia meglio farsi uccidere piuttosto che ammazzare, sentendomi immodestamente “migliore” perché in ambito sentimentale non rispondo mai al fuoco mentre mi crivellano.
Può anche starmi bene, di essere io lo stronzo masochista.
Però poi non voglio sentire lamentele e piagnistei vari...
“Oh che sfortuna, ho incontrato solo ragazzi egoisti... Oh che sfiga, tutti mi hanno trattata male...”
L'hai detto tu che io sono diverso.
L'hai detto tu che io sono “migliore” (e continuo a virgolettarlo).
E se veramente era quello che volevi, avresti provato a fare qualcosa per ottenerlo.
No, niente, nada. Neanche l'intenzione, di provarci.
Spero che la tua strada ti abbia condotto verso lidi più sereni e felici, l'unica cosa che mi preme sottolineare è questa: ovunque tu sia, la direzione l'hai scelta TU.
Perlomeno al mio bivio.


“Guarding yourself from the love of another
left you with nothing tonight.
Why does it sound like the devil is laughing,
leaving me haunted tonight?
You did decide.”


[Disturbed - Guarded]


posted by Rendal at 02:43

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Synthetic Ecstasy

martedì, aprile 29, 2008

[FRASE DEL GIORNO: It's better to be broken than to break ]

Ascoltate e leggete con attenzione, perché non aggiungerò altro in merito.
Non in questa sede.



CELLDWELLER - FROZEN

Inside this fantasy
It seems so real to me
Synthetic ecstasy, when her legs are open
True Love behind a wall
Where men and angels fall
A fading memory, when my mind is frozen

I can see a frozen point in time
Where her figure still awaits
Tongue of fire tracing lips outline
Where frozen breath originates

With one motion of her wanting eyes
She strips everything away
This one moment is intensified
And colors all fade to grey

I am in the only place that I want to be
Though we know that it ends eventually
But it's alright because right now we're frozen

"I want to forget mistakes they've helped me make
It's better to be broken than to break"

Inside this fantasy
It seems so real to me
Synthetic ecstasy, when her legs are open
True Love behind a wall
Where men and angels fall
A fading memory, when my mind is frozen

I can see a frozen point in time
That is easy to retrace
Light and darkness are both intertwined
The elements are in their place

One motion of her wanting mind
The real world begins to fade
And all the hateful things I have become
Temporarily go away

Inside this fantasy
It seems so real to me
Synthetic ecstasy, when her legs are open
True Love behind a wall
Where men and angels fall
A fading memory, when my mind is frozen
Frozen

When my mind is frozen
I'll take you anywhere you want to go
Far from anything that feels like home (lets go)
You are anyone I want to be (it's here and now, and now it's only you and me)

It's never enough (mmm that's true)
I want to stay here (yeah, and I do too)
Breakin' it down (takin' it down)
With smell (smell), touch (touch), taste (taste), sight (sight), and sound (sound)

How long will I be here without you near because I'm so cold
Break them first or I'll get broken is not what I was told, now I'm so cold
I'm so cold
So cold

Inside this fantasy
It seems so real to me
Synthetic ecstasy, when her legs are open
True Love behind a wall
Where men and angels fall
A fading memory, when my mind is frozen

Inside this fantasy
It seems so real to me
Synthetic ecstasy, when her legs are open
True Love behind a wall
Where men and angels fall
A fading memory, when my mind is frozen.



It's better to be broken than to break... ma sono pronto a scommettere che non sei ancora riuscita a comportarti di conseguenza.

posted by Rendal at 18:39

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Questione di punti di vista

giovedì, aprile 10, 2008


ES OBIETTIVO
PA 110/70 mmHg
Toni validi.
Buona ventilazione polmonare, polsi periferici normosfigmici.

ECG
Ritmo sinusale FC circa 60/min
P-R circa 0,16”
Normale conduzione e ripolarizzazione ventricolare.

ECO
Normali dimensioni, spessori parietali e cinetica delle camere atrio-ventricolare destre e sinistre.
Normali dimensioni della radice aortica (che appare tricuspide), arco e tratto toraco-addominale esplorato.
Non versamento pericardio.
Al Doppler normale flussimetria transvalvolare aortica e mitralica.

DIAGNOSI
Buon equilibrio cardio-circolatorio.
Non segni clinici evidenti di cardiopatia in atto.

-

Il cardiologo ha detto che il mio cuore funziona perfettamente.

Mi permetto di dissentire.

:)


posted by Rendal at 19:36

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Notturno 14: Catene

lunedì, aprile 07, 2008


Era da circa un mese che non suonavo il piano. L’umore era differente, nervoso, non compatibile… Ma non questa sera, no. Ho suonato tutte le canzoni che avevo scritto per lei, l’estate di due anni fa. Le ho suonate, nell’ordine, e poi di nuovo, da capo, una, due, tre volte… Poi ho perso il conto. Comunque più di dieci. Ed i ricordi riaffioravano lenti, calmi, come rose ondeggianti sulle onde del mare, portate a me dalla corrente.
Ed ho continuato a suonare: nuovi accordi, nuove note, una melodia differente.
Una nuova canzone.
Ancora per lei, nonostante avessi deciso che non le avrei più fatto questo dono.
Ancora per lei, che queste note non le ascolterà mai lasciandole senza scopo, sospese nell’aria, in un limbo di sentimenti indefiniti ed indefinibili.
Ancora per lei, che la mia parte razionale ha sentenziato non meritevole di lodi e gratificazioni.
E, come se non bastasse, alle note sono seguite le parole: rapide, gettate veloci su carta come se dovessi scagliare fuori da me il loro peso.
E continuiamo così, nel masochismo cieco.
Continuiamo a dare premi a chi ci ha ucciso.

I tuoi capelli come catene ai polsi,
intrecciati di anelli bruni e rossi,
lunghi e leggeri oltre l’orizzonte
fin dove sei, lontana ed altrove,
vincendo nel tuo gioco di burattinaia
anche dopo avermi dimenticato.

E continui a muovermi, indifferente,
innocente ed inconsapevole, sei tu.
Nel tuo velluto rosso da regina,
vivi nei miei ricordi e nel mio sentire
tra melodie alte e ghirlande di fiori,
incolpevole musa di aspre memorie.

posted by Rendal at 23:39

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E pure questa è fatta

domenica, aprile 06, 2008

[BGM: Ulver - Lost in Moments ]


Ebbene si, sono tornato. Ed il viaggio è andato molto meglio del previsto.
Sono partito con voglia zero, pensando che sarebbe stato il solito viaggio massacrante: 9 ore di fiera ogni giorno camminando tra uno stand e l’altro ed indossando la fastidiosa maschera da diplomatico per parlare e trattare con i vari fornitori. Ed in effetti così è stato, ma ho scoperto che nonostante tutto staccare per 5 giorni dal normale lavoro quotidiano ha portato più benefici che altro.
Si, fisicamente sono uno straccio perché è stata una corsa continua, però stare lontano dalla trentina di telefonate giornaliere di clienti che vogliono tutto e subito mi ha permesso di allentare la pressione e sfogare uno stress che stava raggiungendo livelli critici :)
Nel complesso quindi ne è valsa la pena, se non altro per il panorama della foto qui sopra, scattata all’interno di un ristorante posto in cima alla torre di Düsseldorf, a 172 metri di altezza.
Ci ero già stato, ma quella vista riesce sempre a togliermi il fiato.


posted by Rendal at 14:41

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Düsseldorf again

lunedì, marzo 31, 2008

[FRASE DEL GIORNO: Quando viaggio mi piace avere qualcosa di interessante da leggere, per questo porto sempre con me il mio diario - Oscar Wilde ]
[BGM: Hammerfall - Always Will Be ]


Sono già passati due anni… Due anni da quando ho aperto questo blog, due anni dall’ultima fiera di Düsseldorf… Ed ecco che la storia si ripete: alle 6 di mattina partirò nuovamente per la Germania a causa… anzi, PER COLPA del lavoro.
Come al solito vi rimando qui per le istruzioni in caso di una mia prematura scomparsa (ipotesi da tenere in considerazione qualora non doveste vedere più nessun nuovo post per.. mmh, diciamo due settimane ^^ ). Inutile dire che, di tutte le cazzate scritte in quel post, quello che veramente mi interessa sono le poesie… Ted e TseTse, mi rivolgo a voi: nella peggiore delle ipotesi siete entrambi autorizzati ad irrompere in casa mia per completare la missione. Accendete il mio pc, D:\docs\poems\*nome_ragazza* ed inviate il materiale alle rispettive persone. Il video per Giovanna si trova lì in mezzo alle poesie.
Confido che riuscirete a scovare ogni destinataria. In verità confido più che i piloti mi portino sano e salvo a terra, ma non si sa mai… meglio essere previdenti :P
Post macabro, lo so. Ma almeno stavolta non è malinconico :)

posted by Rendal at 21:54

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Replay: Notte

mercoledì, marzo 26, 2008

Questa è una di quelle...


Mi perdo nelle occhiaie cieche delle finestre di fronte,
oblique, nel marmo spettrale che emerge dal nero.
Mi perdo nella caoticità delle pietre sul bordo del viale,
abbandonate, umiliate in coerente asimmetria.
Mi perdo nella vibrazione levigata di un latrato lontano,
bianco, snello ed agile nel suo irradiarsi intorno.
Mi perdo nelle morbide effusioni di un vento lento,
pallido, aderente e sensuale d'innocente malizia.
Mi perdo nella macchia ombrosa e profonda del cielo,
livida, densa di buio e di stracciate tenebre blu.
Mi perdo nel ghigno lucido e candido della luna,
slavato, nel suo alone esangue di vapore latteo.
Mi perdo nell'assenza d'immagini, in pensieri letargici,
aspri, spigolosi e metallici pensieri di te.


17 aprile 2007


posted by Rendal at 01:27

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